Interviste

Market svedesi come musei

Damiano Mazzarella, imprenditore romano è emigrato al freddo, a Malmö in Svezia. Ama fare la spesa perché i supermarket svedesi sembrano musei. Il suo frigo è pieno di cibi sani e alimenti freschi per garantire una dieta corretta ai suoi tre bimbi.

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Da Roma alla Svezia, cosa ti ha spinto verso questo forte cambio di vita?
Da quando sono partito, me lo chiedono tutti – “Cosa ti ha spinto?”.
D’altronde se è una spinta d’istinto, tanto ragionata non può essere.
Diciamo che mi sono convinto della scelta di “emigrare” su nei Paesi
freddi, dove la gente è fredda e tutto pare sia davvero freddo.
Invece no, lo conferma anche la nota rivista Monocle, mia guru tra i magazines, che sostiene che gli scandinavi (ed in particolare i Danesi) siano il popolo più felice al mondo!
Ci credo, vivendo davanti a Copenhagen e avendo casa a Malmö, ho
trovato una città estremamente viva, cool e moderna, una piccola melting pot. La gente poi, giovanissima, sembra rispettare quel senso civico che manca in molte parti in Italia.
Donne bellissime che sgambettano in bici e ragazzi che non ne trovi uno vestito uguale. Evviva quindi, per ora, il nuovo Vikingo supermodel e marameo a mandolino e tramonti.
L’Italia? Si, un gran bel posto, ma per venirci in vacanza!
Come sono cambiate le tue abitudini?
Da quando ho smesso di fumare e bere, di abitudini me ne sono rimaste davvero poche. Sono per ora un schiavetto, succube dei miei piccoli splendidi figli. E avendone tre, la fatica è tanta.
E il tuo rapporto con il cibo?
Il rapporto con il cibo, deve ancora nascere; non ci siamo ancora presentati, forse nascerà un rapporto…
A parte gli scherzi, il problema è che vengo da una famiglia un po’ particolare, dove il cibo non era certo il protagonista di casa. Mio padre mi consigliava spesso di rimanere “leggero”, per evitare figuracce con le ragazze che frequentavo, mentre mia
madre, da buona americana furba, non ha mai voluto competere con l’alta cucina italiana. La mia tata, che mi ha accompagnato amandomi come un figlio sino ai vent’anni, non era certo una talentuosa ai fornelli. Sono sopravvissuto mangiando qua e là. Forse è stata la mia fortuna.
Quali sono le consuetudini alimentari in Svezia?
Mi viene da ridere, perché a questa domanda mi sento totalmente italiano e urlerei a squarciagola la nostra imbattibilità culinaria verso il resto del mondo. Da noi, si mangia bene, perché gli ingredienti sono semplici. In Svezia, invece, esiste un piattone
con le tre portate assieme, primo secondo ed, ogni tanto, ci sbuca pure l’ananas di mezzo. Mangiabile, ma ad occhi chiusi. Scherzo. A casa mia si mangia sano e bene. Altrimenti mia moglie si irrita.
Come descriveresti gli svedesi in cucina? E nelle dinamiche conviviali e sociali?
Gli svedesi sono dei bravi cuochi e una nuova generazione di chef sta nascendo da queste parti. Se fate un salto a Stoccolma, rimarrete a bocca aperta. Personalmente ho provato l’incredibile esperienza del Noma, per tre anni consecutivi il miglior ristorante al mondo. Da rimanerci a bocca aperta.
Cosa conservi nel tuo frigo a Malmö?
Amo fare la spesa, è la mia ora d’aria, e poi nei supermarket svedesi sembra di stare in un museo. Tutti ordinati, biondi, puliti. E poi si incontrano delle donne bellissime, le famose “bionde svedesi”, e ti viene voglia di comprare tutto. Ho il frigo
spesso pieno, ma con poche conserve. Io conservo poco.
Hai qualche nostalgia?

Nostalgia canaglia… Sinceramente la nostalgia non mi appartiene, non ho tempo per guardarmi indietro.

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