Reportage

Giornata mondiale dell’alimentazione

Organizzata dalla FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, si tiene tutti gli anni il 16 ottobre dalla prima edizione del 1981. Quest’anno, il focus si è concentrato su sistemi sostenibili e riduzione dello spreco
La Giornata mondiale dell’alimentazione ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della fame nel mondo e promuovere un corretto e sano regime alimentare. Viene celebrata in oltre 150 Paesi e ogni anno viene messo in risalto un particolare tema sul quale focalizzare le attività. “Sistemi alimentari sostenibili per la sicurezza alimentare e la nutrizione” è stato il focus 2013. La data del 16 ottobre è stata scelta proprio perché nello stesso giorno del 1945, a Città del Québec (Canada), venne fondata la FAO che attualmente ha sede a Roma.
Sistemi alimentari sani e sostenibili
Il tema di quest’anno pone l’attenzione sulla necessità che i sistemi alimentari siano sani per poter contrastare la malnutrizione (denutrizione, obesità). Lo stato di salute di una popolazione è infatti legato alla qualità dell’alimentazione ma anche alla quantità e all’equilibrio dei nutrienti che vengono introdotti con la dieta. Un sistema alimentare si può inoltre definire “sostenibile” quando è in grado di assicurare cibo anche per le generazioni future e questo implica un utilizzo adeguato e corretto delle risorse naturali ed alimentari, al contrario modelli di sviluppo non sostenibili stanno oggi degradando l’ambiente naturale, minacciando gli ecosistemi e la biodiversità di cui abbiamo bisogno per le provviste alimentari future. Le tecnologie sviluppate devono essere utilizzate dai paesi in via di sviluppo per combattere la povertà, la fame e la malnutrizione, mentre ognuno di noi ha il dovere di ridurre al minimo gli sprechi alimentari: secondo la FAO, [highlight color=”yellow”]solamente in Europa, si sprecano, ogni anno, 90 milioni di tonnellate di cibo e un miliardo e 300 mila tonnellate in tutto il mondo[/highlight]. Obiettivo primario del Parlamento Europeo è la riduzione del 50% degli sprechi alimentari entro il 2025; iniziativa che vede l’Italia impegnata in prima linea, in particolar modo grazie Andrea Segrè, presidente e inventore di[highlight color=”red”] “Last Minute Market”[/highlight], spin off accademico per il recupero sostenibile e solidale degli sprechi alimentari. “A livello italiano – ha anticipato Segrè – spero che si possa finalmente arrivare a un piano nazionale strategico contro lo spreco. Tutti i Paesi, su input italiano, lo stanno adottando, manchiamo solo noi”.
Il piatto antispreco di Eataly
Dopo il convegno alla Fao sul tema [highlight color=”blue”]“Perdite e sprechi alimentari globali: dalla riduzione alla prevenzione per un sistema alimentare sostenibile”[/highlight] organizzato dal ministero degli Affari Esteri – Cooperazione Italiana allo Sviluppo, la giornata dedicata alla lotta allo spreco alimentare è proseguita a Roma all’interno di Eataly con l’incontro di sensibilizzazione “Primo non sprecare”, dal format di Last Minute Market che propone pranzi e cene con cibi di recupero dalle eccedenze della filiera agroalimentare e prodotti agroalimentari a chilometri zero, ed è stato servito nelle mense della Fao e del ministero degli Esteri il piatto anti spreco, mentre Eataly ha offerto un cooking-happening nel segno della lotta allo spreco alimentare con tre chef internazionali: Roy Salomon Caceres (Colombia), Fundim Gjepali (Albania) e Lesmer Oquedo Curbelo (Cuba), impegnati nella preparazione ‘live’ di ricette con cibo di recupero e prodotti stagionali.
Un terzo del cibo mondiale viene sprecato
Secondo i dati Fao Ad oggi sono [highlight color=”orange”]quasi 900 milioni le persone nel mondo che soffrono di malnutrizione cronica[/highlight]. Si stima che un sesto della popolazione mondiale sia malnutrita. Ma non è solo il Sud del mondo a soffrirne: nell’Unione Europea vi sono circa 79 milioni di persone, circa il 15% dei cittadini europei, che vivono al di sotto del livello di povertà. Circa 16 milioni sono le persone che chiedono aiuto a enti benefici per sfamarsi. [highlight color=”green”]Mentre un terzo del cibo prodotto a livello mondiale per il consumo umano viene buttato o perso[/highlight]. Frutta e verdura, insieme a radici e tuberi i primi a finire nei cassonetti.
Studi di settore hanno messo in rilievo che le cause dello spreco possono essere differenti. Si va dallo spreco nella produzione agricola, alla gestione, trasferimento e stoccaggio delle merci. Ma non solo. Si spreca anche quotidianamente riempiendo il carrello di cose inutili.

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