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Tartufo bianco: in attesa delle piogge

La pioggia prevista in questi giorni porta qualche speranza per i 200 mila raccoglitori di tartufi italiani dopo i mesi di siccità estiva che hanno messo a rischio la raccolta dei tartufi.
Il terreno secco e duro è una delle cose peggiori per il prezioso fungo ipogeo che ama le nebbie autunnali. L’assenza di piogge ha già compromesso la raccolta dei meno pregiati tartufi neri estivi, pochi sul mercato. Ma la preoccupazione maggiore è per il tartufo d’Alba (tuber magnatum pico). In Piemonte la raccolta inizia tra pochi giorni, il 21 settembre, dopo il consueto «black out» di tre settimane per lasciar riposare i terreni, e proseguirà fino al 31 gennaio 2018. Ma tutto dipende dalla pioggia e settembre sarà il mese decisivo per capire che tipo di produzione ci sarà e, di conseguenza, il borsino dei prezzi, come spiegano gli esperti del Centro nazionale studi tartufo di Alba. Molto probabilmente il tartufo sarà in ritardo. «Se la vendemmia è stata in anticipo, il tartufo sarà in ritardo – dice Mauro Carbone, direttore del Centro studi -La pioggia è un elemento fondamentale per permettere al tuber magnatum pico il giusto sviluppo. Infatti è necessario che il terreno di produzione sia umido sia nelle fasi di germinazione sia in quella di maturazione. Solo così, dopo circa un mese e mezzo, si può raccogliere un buon tartufo». Con l’arrivo delle piogge autunnali previste e una temperatura più mite si potrà ancora recuperare qualcosa, soprattutto per la qualità.

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