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Lo zafferano sempre più Made in Italy

Qualcuno l’ha soprannominata “la regina dello zafferano”. Nata in una famiglia di agricoltori del Novarese, Rita Sala è una tra i più importanti produttori della preziosa spezia in Italia, nel Novarese.
Una passione ereditata dal nonno che le aveva regalato un bulbo della pianta di Crocus Sativus, spiegandogliene l’importanza. Oggi Rita Sala ha 70 piante di zafferano; una produzione complessa che parte dalla semina, passa alla coltivazione, alla raccolta manuale, infine all’essiccazione dei fiori.
Oggi lo zafferano sta diventando una produzione sempre più diffusa nel Novarese. Produrre il Crocus Sativus”, dal cui fiore si ricavano i preziosi stimmi, è possibile grazie alla particolare resistenza della pianta ai climi freddi: essa sopporta infatti le rigide temperature invernali, anche inferiori allo 0 termico; i bulbi cominciano a soffrire solo quando il termometro scende sotto i -12 °C. Il Crocus sativus tollera la neve e anche brevi periodi di gelo. La tradizione colturale dello zafferano è radicata nelle regioni del centro, Marche, Umbria e Toscana in primis: ma la sua coltivazione si sta diffondendo anche nel nord Italia, sta calamitando sempre più l’interesse, soprattutto come opportunità di sviluppo economico. 
Un grammo di zafferano oggi è quotato tra i 25 e i 30 euro, ma per ottenere un chilo sono necessari 250 mila fiori e 600 ore di lavoro. Nel mondo si producono ogni anno 180 tonnellate di zafferano, provenienti per il 90% da Iran, India, Grecia, Marocco e Spagna. L’Italia ne produce 500 chili.

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