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La produzione dell’olio in ripresa

Il 2015 sarà l’anno ottimale per la produzione di olio, dopo una delle peggiori annate della storia per l’olivicoltura italiana.

I dati di Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, un ente pubblico economico istituito con l’accorpamento dell’Istituto per Studi, Ricerche e Informazioni sul Mercato Agricolo e della Cassa per la Formazione della Proprietà Contadina) prevedono un aumento produttivo del 60% rispetto a quella del 2014. In base alle previsioni Ismea dalle 222 mila tonnellate della scorsa campagna si dovrebbe arrivare quest’anno a una produzione superiore a 350 mila, comunque la produzione sotto i livelli del 2013, quando si erano ottenute 460 mila tonnellate di oli di oliva. «Senza dubbio il forte caldo di luglio e la prolungata assenza di precipitazioni,- spiega Ismea- hanno ostacolato il normale sviluppo vegetativo degli oliveti, impedendone la piena carica produttiva».

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Previsioni positive anche da Coldiretti che prevede un incremento della produzione di oltre il 30% con il via alla campagna olivicola che riguarda un settore che può contare su un patrimonio di circa 250 milioni di piante su 1,1 milioni di ettari di terreno, con un fatturato di circa 2 miliardi di euro ed un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative. Numeri che fanno dell’Italia il secondo produttore mondiale dopo la Spagna ed il primo Paese per numero di oli Dop, attualmente 43.

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