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La conservazione dei vaccini

La temperatura è un fattore essenziale per la conservazione dei vaccini, un medico attivo da 30 anni nella prevenzione delle epidemie ci ha aiutato a capire di più su questo argomento.

vacciniCi sono vaccinazioni obbligatorie? Quali sono le maggiormente somministrate?
In Italia non vige più l’obbligo legale di vaccinazione, ma solo un obbligo formale. Ai cittadini è proposto un piano vaccinale che include il vaccino esavalente consigliabile nel primo anno di età, che contempla la vaccinazione per le 6 maggiori malattie di difficile curabilità in caso di contagio: antipoliomielite, anti-difterite, anti-tetano, anti-epatite, l’anti-pertosse, haemophilus influenzale.

Esistono altri vaccini somministrati con frequenza?
Sia per gli adulti sia per i soggetti in età infantile sono proposti vaccini antimeningococco, antipneumococco, quelli contro il morbillo, la rosolia, il tifo, il tetano, per cui è necessario eseguire richiami a distanza di anni. Poi ci sono le vaccinazioni preventive per viaggi in zone a rischio, come quelle contro la febbre gialla, il colera o l’epatite A.

La conservazione in frigo è obbligatoria per ogni tipo di vaccino?
Sì, le dosi devono essere conservate a una temperatura compresa tra 4-8 gradi in frigo professionali, dotati di termostati e sistemi di allarme in caso di blackout o abbassamento di corrente.

Quali rischi sono collegati a una cattiva conservazione?
Il maggiore rischio è quello della non immunizzazione; il vaccino perde efficacia, per questo i frigoriferi sono dotati di generatori autonomi e gruppi di continuità per evitare la variazione di temperatura e inficiare la loro conservazione. La cattiva conservazione è un problema molto sentito nei paesi del terzo mondo, dove l’accesso a strumentazioni professionali ed energia elettrica causa la perdita di una grande quantità di risorse preziose per l’immunizzazione delle popolazioni.

 

Solar Chill: il freddo prodotto dal sole.

vaccini2Mantenere il ciclo del freddo in paesi del terzo mondo è l’elemento più difficoltoso, infatti, circa il 50% delle dosi di vaccino a disposizione diventa inutilizzabile a causa della scorretta refrigerazione. Cambridge Biostability sta lavorando a un vaccino che si autoconservi senza frigorifero grazie a una rivoluzionaria pellicola composta da zuccheri e aminoacidi, ma i primi risultati arriveranno tra 5 anni. La soluzione più economica ed ecologica al momento potrebbe essere Solar Chill, il frigo fotovoltaico pensato da Greenpeace, sviluppato dall’Istituto Danese di Tecnologia e dall’ONU. Il suo costo contenuto e la facilità d’installazione contribuiranno a migliorare l’efficacia e la diffusione dei vaccini nelle parti più povere del mondo, dove morbillo e malaria causano ancora molte vittime.

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