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I sapori della montagna

Un viaggio gastronomico in Alto Adige: profumi e sapori di malghe, fiumi e fattorie arrivano direttamente in tavola per raccontare di una terra generosa e sempre autentica.

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Nella terra delle Dolomiti la cucina non può che essere così, un inno alla natura delle montagne, che silenziose e imponenti dominano e sorvegliano le valli. Ogni stagione ha i suoi punti di forza, ma è indubbio che siano l’autunno e l’inverno i periodi durante i quali l’Alto Adige è in grado di esprimere il meglio della grande tradizione gastronomica.
Materie prime di eccellenza, come lo speck, le mele, i prodotti caseari di malga, la selvaggina e il pesce di fiume raccontano di una cucina che ha un rapporto molto stretto con la sua terra.
Spätzle e canederli nascono come piatti poveri dalla forte connotazione contadina, utili per riciclare un po’ degli avanzi del giorno prima; i sughi di cacciagione si rivelano poi come uno dei fiori all’occhiello della regione, a cominciare dal sugo di capriolo, uno dei capisaldi della cucina di montagna. Non mancano poi le zuppe, declinate nelle numerose versioni possibili, dai funghi a quella di lumache, perfette per riscaldare e temprare lo spirito.
Cacciagione e selvaggina si presentano anche nei ricchi secondi piatti, accompagnati dalle verdure del sottobosco, dai crauti croccanti o dalla polenta, da sempre sinonimo di pasto caldo durante i lunghi e gelidi inverni: brasati di cervo, daino, capriolo oppure il celebre gulash arricchiscono una tavola profumata e selvatica. Anche la trota, nella sua versione alla tirolese, è una delle specialità più amate dell’area. Per l’ultima portata, non si possono non citare i golosi krapfen ripieni di crema, le frittelle di mele o l’immortale strudel, uno dei simboli della cucina locale.
La particolare conformazione geografica del territorio permette anche una tradizione vinicola eccezionale: possiamo citare il bianco Nosiola, il Gewürztraminer e molti spumanti DOC.

 

montagna2Cosa tenere nel frigorifero

Lo speck è bene conservarlo avvolto in un panno e posizionato nella parte bassa del frigorifero mentre la bresaola di cervo si conserva fresca per qualche giorno in più all’interno di un sacchetto di carta. Il burro di malga è opportuno avvolgerlo in un panno bagnato. Le mele richiedono conservazioni differenti: fuori dal frigo se acerbe, dentro al frigo avvolte in sacchetti di plastica forati qualora fossero mature. I funghi freschi li puoi riporre nello scomparto della frutta e verdura, ma consumali entro 3 o 4 giorni al massimo.

 

 

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