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Frutta, perché è meglio consumare quella di stagione

Albicocche, amarene, anguria, ciliegie, pesche, prugne, susine sono i frutti di stagione che si trovano nei negozi a giugno e nei mesi successivi.
Ognuno di questi frutti ha particolari proprietà, dal contenuto di vitamine, al ferro, ai minerali. Ma la più importante qualità è che si tratta di frutta di stagione, tipica di questi mesi.
Ma perché è meglio consumare frutta di stagione invece di acquistare le ciliegie a novembre e le pesche a marzo? Prima di tutto perché frutta e verdura fuori stagione possono essere prodotte solo in serra riscaldata o in altri paesi a migliaia di chilometri dalle nostre tavole. In genere sono coltivazioni forzate che per velocizzare la crescita prevedono l’utilizzo di alte quantità di fertilizzanti a base di nitrati che possono essere dannosi all’organismo. Allo stesso modo questa forzatura indebolisce le piante e le rende più facilmente attaccabili da parassiti e malattie e per contrastarle vengono usate sostanze antiparassitarie e anticrittogamiche che spesso rimangono sul prodotto anche dopo la raccolta, assieme ai conservanti chimici usati per mantenerlo sano a lungo. C’è poi il fattore economico e di inquinamento. Un chilo di cocomero brasiliano, ad esempio, percorre 9 mila chilometri, consuma 5,3 chili di petrolio e produce 16,5 chili di CO2 ed ha ovviamente un costo molto più elevato rispetto ad un cocomero prodotto nel Sud Italia nella stagione estiva.

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