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Coldiretti e la lista nera dei cibi inquinanti

Nell’era dei cibi a chilometri zero Coldiretti ha stilato una «black list» di cibi provenienti da paesi esotici che sono sempre presenti sulle tavole di Natale ma che si potrebbero evitare, risparmiando emissioni di Co2. Sono le ciliegie dal Cile, mirtilli dall’Argentina, anguria dal Brasile, le nocid alla California, le more dal Messico, il salmone dall’Alaska, gli asparagi dal Perù, i meloni da Guadalupe, i melograni dalla Spagna e i fagiolini dall’Egitto. 
La lista nera valuta i chilometri che ogni prodotto deve percorrere per arrivare in Italia: per un chilo di ciliegie dal Cile sono quasi 12 mila, con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica. Un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per più di 11 mila chilometri, consumando 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica. Stessi numeri, più o meno, per l’anguria brasiliana (oltre 9 mila km, 5,3 chili di petrolio, 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo).  
Si tratta, principalmente, di prodotti fuori stagione. «È una tendenza snob in forte ascesa – spiega il direttore Coldiretti Alessandria Simone Moroni – che concorre a far salire il budget dei cenoni con prezzi superiori fino ad oltre dieci volte rispetto a quello che si spenderebbe con mele, pere, kiwi, uva, arance e clementine».

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