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Bocuse d’Or, l’Italia ripescata va alle finali

Bocuse d’Or, l’Italia ripescata va alle finali

Si può considerare come il Premio Nobel della cucina e da anni non vedeva l’Italia piazzarsi ai vertici europei. E’ il Bocuse d’Or la competizione tra i migliori chef del mondo che esiste da oltre trent’anni ideata dalla leggenda francese della cucina di alto livello Paul Bocuse morto lo scorso gennaio.
Nei giorni scorsi Torino ha ospitato le sfide tra gli chef finalisti europei e i vincitori sono stati il norvegese Christian Andrè Pettersen, seguito dallo svedese Sebastian Gibrand e dal danese Kenneth Toft-Hansen.
La vittoria degli chef del Nord Europa si rinnova. Doversi i motivi, tra questi un forte legame con la tradizione delìgli chef italiani rispetto ai colleghi europei, più spregiudicati nella sperimentazione.
Ma non è detta l’ultima parola: la finalissima del concorso è prevista a Lione nel 2019 e l’Italia ha portato a casa il riconoscimento al miglior commis assegnato a Curtis Mulpas che ha lavorato insieme a Martino Ruggeri. Grazie allo speciale riconoscimento della «wild card» dato dalla giuria l’Italia è stata in un certo senso ripescata e ha incassato via libera per la finale di gennaio a Lione. Oltre alle quattro squadre di Norvegia, Svezia, Danmarca , Italia si giocheranno il titolo mondiale, insieme a quelle degli altri continenti, Finlandia, Francia, Belgio, Svizzera, Ungheria, Islanda e Regno Unito passate nelle selezioni di ieri.

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