Curiosità,  Reportage

Il frigo a emissioni zero

I nostri frigoriferi sono sempre più efficienti e a risparmio energetico, ma i gas refrigeranti contenuti al loro interno sono potenzialmente inquinanti. Un’idea che viene dal passato potrebbe regalarci un frigo davvero green.

386px-Einstein_RefrigeratorUn frigo ecologico, che funzioni senza energia elettrica e privo di gas nocivi? Sembra
un’innovazione dei nostri tempi ma in realtà ci avevano già pensato Einstein e il suo studente Leó Szilárd nel 1926. L’idea era vincente e consisteva nel gestire un
frigorifero senza elettricità, ma utilizzando ammoniaca, butano
e acqua.
Il principio del frigorifero inventato da Einstein si basa sul fatto che l’acqua bolle ad una temperatura molto più bassa ad alta quota dove la pressione dell’aria è inferiore a quella che si può trovare sul livello del mare dove la pressione è più elevata. Il progetto si componeva concretamente di un evaporatore ed un pallone che contiene butano. Se si introduce vapore sopra al butano, la sua temperatura di ebollizione scende e, quando smette di bollire, sottrae energia dall’ambiente circostante e per questo si raffredda.
Ma a quel tempo i frigoriferi funzionavamo grazie a un gas altamente tossico, e l’usura
del meccanismo interno causava frequentemente la rottura delle guarnizioni causando la fuga di sostanze pericolose per la salute. Per ovviare a questo problema, il teorico della relatività aveva inventato un frigo privo di motore, basato sul principio di assorbimento, che non comportasse l’utilizzo di sostanze nocive e inquinanti.
Purtroppo a causa della diffusione del freon, il gas utilizzato negli attuali sistemi di
refrigerazione, questo prototipo non ebbe mai uno sviluppo commerciale.
A recuperare il brevetto e a riportare alla luce quello che è stato ribattezzato Einstein Refrigerator, è Malcol McCulloch un’ingegnere elettronico di Oxford. L’equipe inglese ha avviato un progetto di 3 anni per la produzione di un frigo alimentato da
fonti rinnovabili come pannelli fotovoltaici di piccole dimensioni, funzionante grazie a gas liquidi più ecologici.
“Grazie a questa poca energia elettrica immessa saremo in grado di rendere il sistema veramente efficiente e privandolo da una manutenzione troppo costosa. Ciò potrebbe avere così applicazioni reali nelle zone rurali”.
Intanto la Camfridge, una start up dell’università inglese, sta sviluppando un frigorifero che utilizza campi magnetici per raffreddare. Il suo amministratore delegato, Wilson Neil spiega che “Il nostro frigorifero opera, da un punto di vista concettuale,
in un modo simile al frigorifero inventato da Einstein ma invece di utilizzare un gas usa un campo magnetico ed una speciale lega metallica. Quando il campo magnetico è prossimo alla lega metallica si comporta come la compressione del gas e quando il campo magnetico si rilassa è come l’espansione del gas”. La refrigerazione magnetica si basa sull’effetto magnetocalorico ottenuto grazie a delle leghe molto costose e di difficile reperibilità come il lantanio e il silicio germanio. Grazie all’assenza di motore Camfridge sarà molto capiente e silenzioso.
Gli scienziati stanno sviluppando leghe meno costose per produrre su larga scala questo innovativo frigo ecologico. Come spiega Neil “L’importanza di un’elevata efficienza energetica nell’industria è oggi fondamentale”.
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Freeijis

L’unione di tecnologia e design sono le caratteristiche vincenti di Freeijis, il frigo senza elettricità progettato da Caterina Falleni, una giovane designer diplomata all’ISIA di Firenze,vincitrice del prestigioso Axelera Singularity Contest che le ha permesso di studiare presso il centro della Nasa nella Silicon Valley. Freeijis è un sistema refrigerante per frutta e verdura a uso domestico; il suo funzionamento è tanto semplice quanto innovativo, si basa sull’evaporazione dell’acqua, lo stesso processo usato dal corpo umano per regolare la temperatura corporea. Caterina sta lavorando a una nuova versione del primo prototipo, costituito da un contenitore in terra cotta contenente uno in alluminio, l’acqua posta all’interno dell’intercapedine consente l’evaporazione e l’auto refrigerazione del nucleo interno. Il dispositivo non ha solo una valenza ecologica ma anche sociale perché responsabilizza il consumatore e si basa sul concetto di energia naturale, pulita e accessibile a tutti.

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Il termine Freeijis è nato dall’unione della parola free “libero” – e friji che in lingua
swahili significa “fresco” e “puro”, insieme alla lettera S che indica l’entropia il principio alla base del funzionamento di questo frigorifero.

 

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