Interviste

Il cuore caldo del frigo

Svegliarsi e scoprire che il frigo è scomparso; partito per una missione ambientalista per salvare i ghiacci dallo scioglimento. È quello che racconta Franco Sacchetti nel libro “La marcia dei frigoriferi verso il Polo Nord”, una fiaba ambientalista da leggere a tutte le età.
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Cosa ti ha spinto a scrivere questa favola ecologista?
Da molti anni perseguo la causa ambientalista come attivista del WWF e vignettista per l’Ecologist, occupandomi di educazione ambientale con laboratori didattici per i bambini. Il libro è la sintesi delle mie esperienze e i miei viaggi; il pretesto per raccontare una storia che parli di ecologia in maniera inedita e alla portata di tutti.
A chi si rivolge questo libro?
Alla mia generazione nata nel cemento delle città, figlia della televisione, della pubblicità e ha dimenticato il legame tra l’uomo e la terra. Per fortuna qualcosa sta cambiando, è il momento di essere più consapevoli e insegnare ai nostri figli a riprendersi il futuro, lottando per un pianeta migliore.
Perché proprio il frigorifero protagonista di questa rivoluzione che parte dalle nostre case?
Il frigo come la televisione è specchio della nostra società, la differenza è che di uno possiamo fare a meno dell’altro no. È l’elettrodomestico che contiene il nostro nutrimento e se è vero che siamo ciò che mangiamo, dobbiamo prestare più attenzione al suo contenuto e all’utilizzo.
Cosa sarebbe la nostra vita senza frigorifero, è possibile farne a meno?
Per scrivere il libro ho passato un periodo senza frigo, è stato difficile ma non impossibile. Non dobbiamo eliminare la tecnologia ma farne un uso più consapevole. Ad esempio il frigo ci aiuta a conservare meglio e più a lungo gli alimenti riducendo gli sprechi e può migliorare la qualità della vita dei paesi più caldi del mondo.
Che rapporto hai con il tuo frigo?
La nostra relazione è migliorata da quando ho scelto l’energia solare, ora quell’elettrodomestico sempre acceso mi fa meno paura. Ho sempre visto il frigo come un oggetto suggestivo e pieno di significato, è l’unico elettrodomestico che ha guadagnato la posizione eretta nella nostra casa, ha l’altezza di una persona ed è quasi antropomorfo, come scrivo nel libro, ha un cuore caldo che si contrappone a quello freddo dell’uomo che sta lasciando che la Terra perisca.
Cosa c’è dentro il tuo frigorifero? Quale alimento non sarà mai presente?
C’è il latte di soia o di riso, verdure che ho la fortuna di raccogliere nei boschi vicino a Vasto e gli avanzi dei pasti, perché è importante non sprecare il cibo. Non ci saranno mai frutta fuori stagione e la carne perché sono vegetariano e prodotti
derivati dallo sfruttamento dei lavoratori. Nel libro si racconta la storia di una famiglia, ogni componente intraprende un viaggio di crescita e consapevolezza.
Quale ruolo hanno i genitori?
Valdo, il bambino protagonista della storia decide di seguire i frigoriferi in marcia verso il Polo Nord con lo scopo di preservarli intatti: una pagina bianca su cui scrivere il futuro. Suo padre pur rimanendo a casa inizia un cambiamento radicale delle sue abitudini partendo dai piccoli gesti quotidiani come rinunciare alla macchina e suo malgrado al frigorifero. I genitori devono appoggiare i bambini in questa rivoluzione che parte proprio dalle nostre case e dalla famiglia.
Secondo te ci sono bambini come Valdo che sentono già di poter cambiare il mondo?
Durante i miei laboratori didattici incontro bambini curiosi e reattivi, sono molto attenti e imparano facilmente, con il loro entusiasmo sono in grado di contagiare gli adulti trasmettendo i valori giusti.
Qual è il primo passo per cambiare il nostro stile di vita?
Leggere le etichette, capire la provenienza degli alimenti e i metodi di produzione, cambiare il nostro rapporto con il cibo guardando con più rispetto la Terra e chi la coltiva.

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