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Cresce la birra cruda

La birra non pastorizzata è una vera e propria miniera di importanti elementi nutritivi, vitamine ed antiossidanti, una birra “viva”, dall’ottimo sapore e fa anche bene alla salute.
Negli ultimi anni si sta assistendo alla crescita quasi esponenziale di piccoli produttori di birra, conosciuti anche come microbirrifici artigianali, produttori di birra cruda, tipologia che non prevede il ricorso alla pastorizzazione e mantiene inalterate le sue caratteristiche organolettiche e biologiche. I microbirrifici, come sottintende anche il nome, sono piccoli impianti produttivi, nei quali lavorano pochi addetti e le cui produzioni sono limitate su piccola scala.
Birrificio
La birra cruda deriva dalla metodologia di un tempo: lasciare, dunque, la birra inalterata al termine del processo produttivo, senza sottoporla ad alcun trattamento a fini conservativi e commerciali. Praticamente tutte le birre “industriali” esistenti sono infatti sottoposte alla pastorizzazione, un processo che prevede il riscaldamento della bevanda, protratto per diversi minuti (fino a 20), a temperature di almeno 60°C: ciò consente l’eliminazione dei microorganismi dalla birra stessa. Grazie a questa sorta di “sterilizzazione”, la birra risulta essere facilmente conservabile (a temperatura ambiente), e più a lungo; la pastorizzazione consente inoltre di rendere uniformi profumi e sapori del prodotto, ma al tempo stesso le elevate temperature causano la denaturazione di proteine, vitamine e sostanze ossidanti presenti nella birra e la completa eliminazione dei lieviti contenuti.
Il portale dei microbirrifici

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