Reportage

Italians cook it better

Da una parte la nostalgia per la cucina di casa, dall’altra il desiderio (o il timore?) di avventurarsiin tradizioni gastronomiche sconosciute: gli italiani all’estero, una specie in evoluzione.

italians“Le prime settimane si fa davvero fatica. Mi aggiravo tra gli scaffali cercando di decifrare i prodotti esposti. Soprattutto con i cibi pronti, le volte in cui non ho cucinato me ne sono pentito amaramente: in un supermercato comprai dei fantomatici spaghetti all’amatriciana, peccato che al posto della pancetta trovai dei gamberetti decisamente gommosi!”
Luca racconta divertito uno delle esperienze classiche che un italiano all’estero si trova ad affrontare, soprattutto quando si trova in Paesi dalla tradizione culinaria differente e alquanto dubbia. “Sì, direi che l’Inghilterra rientra decisamente in questa categoria. Il fatto di vivere in una metropoli cosmopolita come Londra permette di trovare qualsiasi sorta di cibo o prodotto, basta entrare in un negozio ‘etnico’. Come puoi vedere nel mio frigorifero ho sia prodotti pronti sia frutta e verdura, nonostante per via delle molte ore che passo in laboratorio i pasti casalinghi siano abbastanza ridotti.” Chiunque di noi ha vissuto almeno una volta il trauma di menu indecifrabili, ingredienti dal nome misterioso e premonitore di esperienze culinarie difficili da dimenticare. Queste paure spariscono quando si apre il frigorifero di casa propria, dove ogni cibo o ingrediente dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere stato scelto e rivela moltissime informazioni su di noi, i nostri gusti e le preferenze.
Nicola però, italiano a Parigi, non racconta di vivere una particolare nostalgia di casa e sottolinea come non sia difficile prepararsi un piatto di pasta: “Tutto sommato trovo buona parte dei cibi che mi occorrono, altro discorso invece per le specialità regionali o i prodotti di eccellenza che qui costano decisamente di più. In quei casi mi affido alla benevolenza degli amici che mi vengono a trovare, oppure alle provviste che porto con me al ritorno da un viaggio in Italia.”
Le cose si fanno però più difficili se ci si trova fuori dall’Europa. Gaia da qualche mese è a Bangkok dove “Sorprese in cucina non ne ho avute, avendo provato diversi ristoranti thai a Milano e altrove. La cucina italiana mi manca abbastanza, più che altro perché la associo al concetto di ‘casa’ e quando non riesci a soddisfare un’improvvisa voglia di lasagne – di vere lasagne – l’Italia, gli amici e i genitori, ti sembrano ancora più lontani”.

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